miei cari fans (barbaraus) ditemi che mi abituerò a vedere guidare dalla "parte sbagliata".
un giorno ho cacciato un urlo perchè mi sono vista arrivare una macchina guidata da un bambino di 8 anni al massimo.
soltanto in un secondo momento ho realizzato che era semplicemente seduto al lato passeggero.
comunque il secondo giorno non ho combinato nulla di che
a parte "rubare" il tea ad un cliente.
io ho visto il tavolo vuoto e ho ritirato tutto.. invece il cliente si era semplicemente alzato per fare rifornimento al buffet.
sedutosi ha visto che il suo tea era sparito e mi ha detto "qualcuno mi ha rubato il tea"
io, infame, ho detto "ma non è possibile è sicuro di averlo ordinato?"
sono anche diventata l'idolo dei polacchi, dopo aver detto ad uno di loro che sono stata a cracovia e che l'ho trovata fantastica.
questo ha sparso la voce e ora tutti vogliono sapere cosa ne penso di cracovia e della polonia.
ed è un fioccare di proposte di matrimonio. mah.
il terzo giorno finito il lavoro, la mia collega mi cheide se voglio un passaggio in macchina perchè i genitori sono venuti a prenderla.
io: ok!!
salgo in macchina... partono le presentazioni... nomi impronunciabili apprtenenti alla indiana famigliola, che io tento di ripetere..
partiamo e mi chiedono la direzione.
"svoltate a sinistra"
"ah ma noi non andiamo in quella direzione"
MI HANNO FATTA SCENDEEEEREEEEEEE.
il quarto giorno ho acquisito cravatta, gilet e cartellino CON NOME.
sono diventata un'ottima cameriera: sono riuscita a convincere una signora di aver ordinato uova per colazione quando non era assolutamente vero
poi una cafona che lavoro al bar mi ha cheisto di aiutare l'altra barista, ma siccome ero oberata di lavoro per conto mio, la tipa che avrei dovuto aiutare mi ha detto "tranquilla, faccio io! finisci il tuo". anche perchè io non sono tenuta a fare caffè per il bar...li faccio solo se non ho altro da fare.
ho quindi continuato a pulire le mie posate quando torna la prima barista e mi aggredisce
"simona. cosa ti ho detto??? dovevi aiutare maria pia" (NOTARE il nome tipicamente inglese...)
"si, ma lei mi ha detto di non voler aiuto visto che sono già incasinata con le cose del ristorante"
"TU DEVI DAR RETTA A ME!!! lo vedi questo???? lo vedi???" e si toccava la giacca
io, ingenuotta non capivo cosa volesse dire, e lo ho detto che la sua giacca era carina.
mi hanno poi spiegato che ci porta la giacca è un superiore.
il sesto giorno ho fatto il bucato e per errore delle mutande rosse sono finite in mezzo alle camicie bianche
risultato: una serie di camicie rosa. per non andare a lavoro di rosa vestita ho indossato le camicie di piolo (taglia 15)...
qualche giorno prima era arrivata la nuova coinquilina francese.. e casualmente tutte e due eravamo libere lo stesso giorno.
io non ci capisco nulla quando mi parla -a causa del suo accento, ma per non essere scortese le dico quasi sempre yes.
(il yes sostituisce:
what?
excuse me?
can you repeat?
sorry?
eh?
ah?
etc etc... )
a quanto pare ieri le ho detto che mi andava bene alzarci presto e andare insieme a fare compere al paese vicino.
la mattina ha osato svegliarmi alle 8 e mezzo.
e che diamine, una fa la gentile e ti dice yes e tu la svegli??? poteva anche supporree fosse un yes di cortesia, no??
il decimo giorno mi hanno spedita a fare room service.
prendo il vassoio con il cibo, cerco di far stare in equilibrio i bicchieri e di non far cadere il cestello con lo champagne e le duemila tonnellate di ghiaccio.
mi appresto a salire le scale, svolto a destra, poi a sinistra, salgo altre scale, vado dritta, scendo delle scale .. insomma
MI SONO PERSA! comunque giuro che quel posto è peggio della scuola di harry potter: i piani cambiano, le scale si muovono!!
vago per dieci minuti con quel maledetto vassoio.. i muscoli delle braccia cominciano a fare male
finalmente incontro qualcuno: un ospite dell'albergo... e chiedo A LUI se per caso mi può aiutare a ritrovare la retta via.
cioè IO, con tanto di uniforme e spilla con il mio nome corredato dallo stemma dell'albergo
IO che dovrei conoscere l'albergo come le mie tasche
IO che dovrei essere fonte di informazioni per gli ospiti
IO ho chiesto ad un cliente di aiutarmi.
e gli ho pure mollato il vassoio per aprire una porta.... ma che diavolo ci fanno delle porte in mezzo ad un corridoio??!!!
comunque posso assicurarvi che ormai
sono la regina delle cameriere.
non perchè abbia smesso di combinare guai (giammai giammai) ma perchè ormai ho sempre la scusa pronta
"sorry.. this is my first day" detto ai clienti facendo gli occhioni dolci e rimarcando il mio accento straniero; se aggiungiamo che tutti pensano che io sia minorenne , voilà il gioco è fatto
INDUCO I CLIENTI A SCUSARSI CON ME .
i miei rapporti con la banca permangono invece non buoni.
pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata da uno che si spacciava per banchiere della mia banca.. tale losco individuo voleva sapere se mi stessi trovando bene in UK, se fossi soddisfatta del personale della banca e del loro atteggiamento verso di me, se avessi ricevuto la debit card-la saving card-il libretto degli assegni-i vari PIN, etc etc... .
ovviamente io ho capito subito che si trattava di un tranello. quando mai un impiegato ti chiama per sapere se sei soddisfatto di vivere a marlow?
no no
son mica fessa io. dev'essere qualcuno che vuole carpire i miei dati e rubare il mio pecunio (che attualmente ammonta a UN POUND).
ho subito informato il losco individuo che a me non la si fa, e che non avevo nessuna intenzione di parlare di cose personali con lui.
nel frattempo un dubbio mi attanaglia e accendo il pc, vado sul messenger e chiedo a piolo se per caso qui usino chiamare dalla banca
nel mentre il losco figuro al telefono continua a cercare di convincermi di essere un buono.
penso non sarebbe neanche necessario aggiungere che il poveraccio non era un losco figuro ma un vero impiegato della banca con il quale ho fatto una figuraccia, per fortuna solo telefonica
ma a mia discolpa posso dire :"ma quando mai in italia la banca ti chiama per chiederti se va tutto bene?? se ti sei inserita bene nel nuovo paese? se l'impiegata che ti ha aperto il conto è stata gentile con te? se al lavoro ti trattano bene?"
venerdì 21 novembre 2008
domenica 9 novembre 2008
the real first day
il giorno seguente mi sono svegliata all'alba (5:15 ) e fuori era ancora tutto buio. neanche filippo si è fatto vedere ( ho deciso di chiamare così lo scoiattolo che sta sotto casa ).
esco felice e saltellante e becco una pozzanghera che mi inzacchera fino al ginocchio
comunque arrivo all'hotel in perfetto orario, riesco a strisciare il badge correttamente e mi presento per avere il mio gilet e la mia cravatta.
"oooooh sei troppo magra. non ne abbiamo della tua taglia. li abbiamo ordinati però"
e la cravatta?
"ah non abbiamo neanche quella.. ma non fa nulla per ora"
e il cartellino??
"ah si poi te lo diamo"
vabbè mi appresto ad apprendere quanto più possibile, ma vengo subito buttata nella mischia
mi hanno dato una sorta di cercapersone: quando trilla devo fiondarmi in cucina, prendere i piatti e servirli.
sembravo un medico del pronto soccorso.. ho anche inscenato un'emergenza alla ER
comunque BVRVRVRVVVRV BVRRBTVTMENR (è il robo che trilla)
rapida come un dingo mi fiondo in cucina e sbaglio uscita .la porta non si apre
con la coda tra le gambe ritento con la seconda porta e MIRACOLO!si apre. vado in cucina e i cuochi stanno litigando tra di loro in polacco e nessuno mi si fila .
poi indian chef mi vede e dice "prendi questo, tavolo n.45. attenta che è caldo." io indifferente affero il piatto e mi ustiono e quasi lo mollo . in un modo o nell'altro riesco a tenerlo e cerco l'uscita per tornare in sala.
un labirinto e tutti ridevano e mi dicevano "di là di là" .una persona normale dopo questa prima esperienza, ne farebbe tesoro. IO HO SBAGLIATO USCITA TUTTE LE VOLTE. i cuochi cominciavano a ridere non appena mettevo piede in cucina e strillavano "là là".
vabbè, vado a servire il mio primo cliente: come mi è stato insegnato lo avverto che il piatto è molto caldo, e gli chiedo se vuole delle salse (mostarda, checiap e una cosa marrone). o meglio avrei dovuto chiedergli " do you want some sauce" invece ho detto "do you want some sausages" . il tipo mi ha guardata allibita. non sapendo cosa fare sono scappata .
arrivano poi due signori molto simpatici che ancora prima di sedersi hanno chiesto più pane, più burro, più marmellata.. più tutto insomma. porto loro il pane e uno dei due mi aggredisce per il modo in cui gli servo il pane.
io mi sono impanicata perchè veramente ero convinta di aver fatto giusto. il pane va servito impilato su un robino di metallo.. e così ho fatto. ma quello strillava. e io non capivo. gli chiedevo per favore di parlare lentamente perchè avevo difficoltà a capire e quello si è messo a ridere . di corsa è arrivata la cameriera esperta per capire che diavolo stesse succedendo.
alla fine lui ha detto di non volere il pane impilato in quel robo e la cameriera l'ha gentilmente mandato a quel paese facendogli notare che FOOOOOORSE lo serviamo così perchè dobbiamo farlo e non per dare fastidio a lui. l'abbiamo mollato che ancora sbraitava.
torno nelle retrovie e prende fuoco il tostapane e non si riesce a spegnere la fiamme. ahahahah
mi appresto a servire altri clienti.
solita tiritera: stia attento che il piatto è molto caldo..
"e tu quanto sei calda?"
la gente è fuori di testa
finalmente finiscono le colazioni e ci apprestiamo a pulire.. e a mangiare
si apprecchia per il pranzo. arriva un certo tom e mi dice "tu così non puoi lavorare. dov'è la tua cravatta?? e il gilet??"
insomma, poichè non sono vestita adeguatamente non posso servire a pranzo.
mi viene affidato il compito di portare la roba dalla cucina alla sala, su grandi vassoi, poggiarli su un tavolo a lato e lasciare che gli adeguatamente vestiti servano.
come non sottolineare il fatto che tutta la cucina si è divertita un sacco nel vedermi sbagliare continuamente direzione con quei vassoi pesantissimi.
ma perchè diamine devono usare vassoi così pesanti????
li hanno piombati per paura che me li porti via per regalarli a mia cognata il giorno delle sue nozze??
tornerò in italia più muscolosa di al hogan
il pomeriggio è stato un continuo portare vassoi e piatti sporchi
comunque tutto il personale è stato premuroso (specialmente gli indiani. ma quanto sono gentili??? non ne potevo più di gentilezze!!! ) e continuavano a chiedermi se fosse tutto ok! e come sempre tutti hanno voluto dimostrarmi di conoscere l'italiano.
quindi vai con la solita tiritera: mafia, berlusconi, pizza, pasta, ciao, tutto bene, grazie.
ancora non capisco perchè si sentano obbligati a dire queste parole URLANDO
il vinologo si è anche spinto oltre e ha azzardato un "tu hai una bella ragazza".
credo volesse dire che sono una bella ragazza (si sentono anche obbligati a mentire probabilmente ).
arriva una ragazza (cameriera anche lei) e ci mettiamo a parlare in inglese.. ma la sua pronuncia mi puzzava troppo, e la mia a lei. azzardo quindi un "are you sarda?" e lo era!
mi informa che se voglio, ogni martedì c'è lezione di inglese. io guardo l'orologio e sono le tre e un quarto.
avevo un appuntamento in banca alle 3
scappo senza salutare, e comincio a correre verso la banca. arrivo che sono quasi le tre e mezzo.
un'impiegata molto gentilmente mi chiede se può aiutarmi. le dico che ho un appuntamento con pauline e che sono lievemente in ritardo.
"your name?"
"Simona"
tutti gli impiegati si sono voltati a guardarmi. la tipa mi addita e mi dice "sei in ritardo di mezz'ora.. l'appuntamento era alle 3"
e gli altri scuotevano la testa increduli per tale avvenimento: un ritardo! in banca! in inghilterra!
senza ascoltare le mie scuse va nell'ufficio di pauline per farle sapere che "simona is here" e sento pauline sbraitare incavolata nera, che sono in ritardo.. che le 3 significa le 3... che lei non può fermare tutto per un mio ritardo...
io medito di scappare, ma pauline esce dallo studio.
l'infame mi fa un sorriso a 34567 denti e fa tutta la gentile. faccio per scusarmi per il ritardo, ma mi dice che non è assolutamente un problema
tempo 15 minuti e ho aperto il mio conto in banca, e pauline non ha fatto che ripetermi quanto io sia lovely e quanto sia very good il mio inglese. che bugiarda. però veramente gentile. volevo rimanere ancora qualche tempo nel suo ufficio per sentirmi rivolgere dei complimenti
esco dalla banc di buonumore e comincia a diluviare
arrivo a casa bagnata fradicia
esco felice e saltellante e becco una pozzanghera che mi inzacchera fino al ginocchio
comunque arrivo all'hotel in perfetto orario, riesco a strisciare il badge correttamente e mi presento per avere il mio gilet e la mia cravatta.
"oooooh sei troppo magra. non ne abbiamo della tua taglia. li abbiamo ordinati però"
e la cravatta?
"ah non abbiamo neanche quella.. ma non fa nulla per ora"
e il cartellino??
"ah si poi te lo diamo"
vabbè mi appresto ad apprendere quanto più possibile, ma vengo subito buttata nella mischia
mi hanno dato una sorta di cercapersone: quando trilla devo fiondarmi in cucina, prendere i piatti e servirli.
sembravo un medico del pronto soccorso.. ho anche inscenato un'emergenza alla ER
comunque BVRVRVRVVVRV BVRRBTVTMENR (è il robo che trilla)
rapida come un dingo mi fiondo in cucina e sbaglio uscita .la porta non si apre
con la coda tra le gambe ritento con la seconda porta e MIRACOLO!si apre. vado in cucina e i cuochi stanno litigando tra di loro in polacco e nessuno mi si fila .
poi indian chef mi vede e dice "prendi questo, tavolo n.45. attenta che è caldo." io indifferente affero il piatto e mi ustiono e quasi lo mollo . in un modo o nell'altro riesco a tenerlo e cerco l'uscita per tornare in sala.
un labirinto e tutti ridevano e mi dicevano "di là di là" .una persona normale dopo questa prima esperienza, ne farebbe tesoro. IO HO SBAGLIATO USCITA TUTTE LE VOLTE. i cuochi cominciavano a ridere non appena mettevo piede in cucina e strillavano "là là".
vabbè, vado a servire il mio primo cliente: come mi è stato insegnato lo avverto che il piatto è molto caldo, e gli chiedo se vuole delle salse (mostarda, checiap e una cosa marrone). o meglio avrei dovuto chiedergli " do you want some sauce" invece ho detto "do you want some sausages" . il tipo mi ha guardata allibita. non sapendo cosa fare sono scappata .
arrivano poi due signori molto simpatici che ancora prima di sedersi hanno chiesto più pane, più burro, più marmellata.. più tutto insomma. porto loro il pane e uno dei due mi aggredisce per il modo in cui gli servo il pane.
io mi sono impanicata perchè veramente ero convinta di aver fatto giusto. il pane va servito impilato su un robino di metallo.. e così ho fatto. ma quello strillava. e io non capivo. gli chiedevo per favore di parlare lentamente perchè avevo difficoltà a capire e quello si è messo a ridere . di corsa è arrivata la cameriera esperta per capire che diavolo stesse succedendo.
alla fine lui ha detto di non volere il pane impilato in quel robo e la cameriera l'ha gentilmente mandato a quel paese facendogli notare che FOOOOOORSE lo serviamo così perchè dobbiamo farlo e non per dare fastidio a lui. l'abbiamo mollato che ancora sbraitava.
torno nelle retrovie e prende fuoco il tostapane e non si riesce a spegnere la fiamme. ahahahah
mi appresto a servire altri clienti.
solita tiritera: stia attento che il piatto è molto caldo..
"e tu quanto sei calda?"
la gente è fuori di testa
finalmente finiscono le colazioni e ci apprestiamo a pulire.. e a mangiare
si apprecchia per il pranzo. arriva un certo tom e mi dice "tu così non puoi lavorare. dov'è la tua cravatta?? e il gilet??"
insomma, poichè non sono vestita adeguatamente non posso servire a pranzo.
mi viene affidato il compito di portare la roba dalla cucina alla sala, su grandi vassoi, poggiarli su un tavolo a lato e lasciare che gli adeguatamente vestiti servano.
come non sottolineare il fatto che tutta la cucina si è divertita un sacco nel vedermi sbagliare continuamente direzione con quei vassoi pesantissimi.
ma perchè diamine devono usare vassoi così pesanti????
li hanno piombati per paura che me li porti via per regalarli a mia cognata il giorno delle sue nozze??
tornerò in italia più muscolosa di al hogan
il pomeriggio è stato un continuo portare vassoi e piatti sporchi
comunque tutto il personale è stato premuroso (specialmente gli indiani. ma quanto sono gentili??? non ne potevo più di gentilezze!!! ) e continuavano a chiedermi se fosse tutto ok! e come sempre tutti hanno voluto dimostrarmi di conoscere l'italiano.
quindi vai con la solita tiritera: mafia, berlusconi, pizza, pasta, ciao, tutto bene, grazie.
ancora non capisco perchè si sentano obbligati a dire queste parole URLANDO
il vinologo si è anche spinto oltre e ha azzardato un "tu hai una bella ragazza".
credo volesse dire che sono una bella ragazza (si sentono anche obbligati a mentire probabilmente ).
arriva una ragazza (cameriera anche lei) e ci mettiamo a parlare in inglese.. ma la sua pronuncia mi puzzava troppo, e la mia a lei. azzardo quindi un "are you sarda?" e lo era!
mi informa che se voglio, ogni martedì c'è lezione di inglese. io guardo l'orologio e sono le tre e un quarto.
avevo un appuntamento in banca alle 3
scappo senza salutare, e comincio a correre verso la banca. arrivo che sono quasi le tre e mezzo.
un'impiegata molto gentilmente mi chiede se può aiutarmi. le dico che ho un appuntamento con pauline e che sono lievemente in ritardo.
"your name?"
"Simona"
tutti gli impiegati si sono voltati a guardarmi. la tipa mi addita e mi dice "sei in ritardo di mezz'ora.. l'appuntamento era alle 3"
e gli altri scuotevano la testa increduli per tale avvenimento: un ritardo! in banca! in inghilterra!
senza ascoltare le mie scuse va nell'ufficio di pauline per farle sapere che "simona is here" e sento pauline sbraitare incavolata nera, che sono in ritardo.. che le 3 significa le 3... che lei non può fermare tutto per un mio ritardo...
io medito di scappare, ma pauline esce dallo studio.
l'infame mi fa un sorriso a 34567 denti e fa tutta la gentile. faccio per scusarmi per il ritardo, ma mi dice che non è assolutamente un problema
tempo 15 minuti e ho aperto il mio conto in banca, e pauline non ha fatto che ripetermi quanto io sia lovely e quanto sia very good il mio inglese. che bugiarda. però veramente gentile. volevo rimanere ancora qualche tempo nel suo ufficio per sentirmi rivolgere dei complimenti
esco dalla banc di buonumore e comincia a diluviare
arrivo a casa bagnata fradicia
my first day
il primo giorno di lavoro esco di casa per tempo perchè voglio fare una buona impressione e non passare per la solita italiana ritardataria
mi incammino felice e fiduciosa verso l'hotel. il sole splende, l'aria è fresca e frizzante, l'umore è buono .
saltello e fischietto (o almeno avrei fischiettato se solo sapessi farlo ) giuliva, finchè un pensiero mi attraversa la mente
IL PASSAPOOOORTOOOOOOOOO.fuck, l'ho lasciato a casa.
comincio a correre come una pazza verso casa, afferro il passaporto e corro verso l'hotel.
arrivo sudata manco fosse agosto ma in orario.
cerco Karen, quella stordita che si occupa del personale, e non la trovo
poi faccio pena ad una ragazza che mi dice di seguirla.
trovo karen che mi dice "entra, prendi una tazza di caffè e siediti"
io entro e.... c'è della gente seduta ad un tavolo in riunione, con tanto di Pc che proietta slides in una tv gigante.
tolgo il disturbo e mi metto fuori in un angolino
arriva karen e mi dice "non ti avevo detto di entrare?"
ebbene si quella gente seduta al tavolo erano i miei colleghi, anche loro new entry come me. ma diversamente da me erano a conoscenza dell'andazzo presentatorio dell'hotel.
perchè si, the first day non hanno fatto altro che presentarci e illustrarci hotel e ristorante
alle 11 è suonato un allarme e abbiamo anche dovuto evacuare la zona (ho poi scoperto essere un'esercitazione.. a quanto pare è tipica del lunedì mattina)
poi siamo tornati e hanno cominciato ad interrogarci
peccato che io non avessi ascoltato una singola parola di tutto ciò che era stato detto. avevo la mente ancora rivolta allo scoiattolo visto sotto casa e riflettevo sulla possibilità di addestrarlo e mettermelo sulla spalla come pollyanna
dopo l'interrogazione ci hanno consegnato un quaderno con delle domande a cui rispondere. arridajeeeee
siamo infine andati a pranzo, che è culminato con una torta di mele contornata da gelato e panna montata.
peccato che io non potrei mangiare nè le mele nè il gelato nè la panna. ma dopo la figuraccia fatta durante l'interrogazione non avevo il coraggio di rifiutare e ho mangiato tutto. ho passato le restanti ore a sognare un bagno (almeno mi ero tolta dalla mente quello scoiattolo). il tipo seduto di fronte a me, finito il pasto non ha fatto che ruttare . solo per la cronaca: è FRANCESE.
ci hanno poi fatto visitare TUTTO l'albergo (un labirinto assurdo) e ci tenevano a mostrarci i bagni delle stanze
in due stanze c'è addirittura il bidet e io ho urlato "wow un bidet!"
comunque le stanze sono a little bit pacchian
poi siamo tornati in sala conferenze (io ormai con le lacrime agli occhi per la voglia di andare al bagno e una panza degna di una gravidanza) ed è ripartito il fiume di parole abbiamo anche dovuto fare un test al pc
ci hanno insegnato a leggere le etichette dei detersivi , a non offendere la clientela, a non portare candeggina di nascosto , a non servire alcolici ai minorenni, a lavarci le mani , e altre cose di questo tenore...
e dulcis in fundo... TONNELLATE DI MODULI DA COMPILARE
mi hanno chiesto sia il mio indirizzo italiano che quello inglese: temo mi abbiano rifilato qualche batteria di pentole (per me e per mia madre ).
(quando ho lavorato in italia la presentacion è stata: questo è l'albergo. firma il contratto. inizia a lavorare. TEMPO TOTALE sei minuti
qui invece: dalle 9:30 alle 17... aaaah sti inglesi)
mi incammino felice e fiduciosa verso l'hotel. il sole splende, l'aria è fresca e frizzante, l'umore è buono .
saltello e fischietto (o almeno avrei fischiettato se solo sapessi farlo ) giuliva, finchè un pensiero mi attraversa la mente
IL PASSAPOOOORTOOOOOOOOO.fuck, l'ho lasciato a casa.
comincio a correre come una pazza verso casa, afferro il passaporto e corro verso l'hotel.
arrivo sudata manco fosse agosto ma in orario.
cerco Karen, quella stordita che si occupa del personale, e non la trovo
poi faccio pena ad una ragazza che mi dice di seguirla.
trovo karen che mi dice "entra, prendi una tazza di caffè e siediti"
io entro e.... c'è della gente seduta ad un tavolo in riunione, con tanto di Pc che proietta slides in una tv gigante.
tolgo il disturbo e mi metto fuori in un angolino
arriva karen e mi dice "non ti avevo detto di entrare?"
ebbene si quella gente seduta al tavolo erano i miei colleghi, anche loro new entry come me. ma diversamente da me erano a conoscenza dell'andazzo presentatorio dell'hotel.
perchè si, the first day non hanno fatto altro che presentarci e illustrarci hotel e ristorante
alle 11 è suonato un allarme e abbiamo anche dovuto evacuare la zona (ho poi scoperto essere un'esercitazione.. a quanto pare è tipica del lunedì mattina)
poi siamo tornati e hanno cominciato ad interrogarci
peccato che io non avessi ascoltato una singola parola di tutto ciò che era stato detto. avevo la mente ancora rivolta allo scoiattolo visto sotto casa e riflettevo sulla possibilità di addestrarlo e mettermelo sulla spalla come pollyanna
dopo l'interrogazione ci hanno consegnato un quaderno con delle domande a cui rispondere. arridajeeeee
siamo infine andati a pranzo, che è culminato con una torta di mele contornata da gelato e panna montata.
peccato che io non potrei mangiare nè le mele nè il gelato nè la panna. ma dopo la figuraccia fatta durante l'interrogazione non avevo il coraggio di rifiutare e ho mangiato tutto. ho passato le restanti ore a sognare un bagno (almeno mi ero tolta dalla mente quello scoiattolo). il tipo seduto di fronte a me, finito il pasto non ha fatto che ruttare . solo per la cronaca: è FRANCESE.
ci hanno poi fatto visitare TUTTO l'albergo (un labirinto assurdo) e ci tenevano a mostrarci i bagni delle stanze
in due stanze c'è addirittura il bidet e io ho urlato "wow un bidet!"
comunque le stanze sono a little bit pacchian
poi siamo tornati in sala conferenze (io ormai con le lacrime agli occhi per la voglia di andare al bagno e una panza degna di una gravidanza) ed è ripartito il fiume di parole abbiamo anche dovuto fare un test al pc
ci hanno insegnato a leggere le etichette dei detersivi , a non offendere la clientela, a non portare candeggina di nascosto , a non servire alcolici ai minorenni, a lavarci le mani , e altre cose di questo tenore...
e dulcis in fundo... TONNELLATE DI MODULI DA COMPILARE
mi hanno chiesto sia il mio indirizzo italiano che quello inglese: temo mi abbiano rifilato qualche batteria di pentole (per me e per mia madre ).
(quando ho lavorato in italia la presentacion è stata: questo è l'albergo. firma il contratto. inizia a lavorare. TEMPO TOTALE sei minuti
qui invece: dalle 9:30 alle 17... aaaah sti inglesi)
domenica 2 novembre 2008
visitando i paesi vicini
miei cari fans (FRAZZY), potete essere orgogliosi di me
sono riuscita ad andare e tornare, DA SOLA, al paese vicino per comprare un accappatoio.
il tutto senza inconvenienti
a parte quando ho chiesto all'autista "one ticket ida y vuelta" (poi l'ho incontrato dentro il centro commerciale e mi ha salutato )
a parte quando non capivo come diavolo uscire dal negozio
a parte quando il cassiere mi ha chiesto se avessi una card di non so cosa, e io "no thanks"
a parte quando al ritorno (ormai era buio) non riuscivo a riconoscere le fermate e mi sono fatta prendere dal panico e ho chiamato due volte la fermata per poi dire "sorry, the next one", alla fine non ho beccato la mia fermata e ho dovuto camminare km per tornare indietro
alla fine l'accappatoio non l'ho neanche trovato
piccola nota di colore:
il padrone di casa oggi si è svegliato presto perchè doveva fare un lavoro in casa e ha fatto venire anche il padre come aiutante (il padre mi chiama saimona ).
hanno iniziato a lavorare stamane alle 8 e hanno finito adesso .
sapete cosa hanno fatto??
hanno messo ben DIECI grosse mattonelle davanti all'ingresso di casa.
Mio padre nello stesso lasso di tempo tira su una casa
sono riuscita ad andare e tornare, DA SOLA, al paese vicino per comprare un accappatoio.
il tutto senza inconvenienti
a parte quando ho chiesto all'autista "one ticket ida y vuelta" (poi l'ho incontrato dentro il centro commerciale e mi ha salutato )
a parte quando non capivo come diavolo uscire dal negozio
a parte quando il cassiere mi ha chiesto se avessi una card di non so cosa, e io "no thanks"
a parte quando al ritorno (ormai era buio) non riuscivo a riconoscere le fermate e mi sono fatta prendere dal panico e ho chiamato due volte la fermata per poi dire "sorry, the next one", alla fine non ho beccato la mia fermata e ho dovuto camminare km per tornare indietro
alla fine l'accappatoio non l'ho neanche trovato
piccola nota di colore:
il padrone di casa oggi si è svegliato presto perchè doveva fare un lavoro in casa e ha fatto venire anche il padre come aiutante (il padre mi chiama saimona ).
hanno iniziato a lavorare stamane alle 8 e hanno finito adesso .
sapete cosa hanno fatto??
hanno messo ben DIECI grosse mattonelle davanti all'ingresso di casa.
Mio padre nello stesso lasso di tempo tira su una casa
sigue
era una notte buia e tempestosa quando sono arrivata nella mia nuova casa.
ovviamente il solito tassista ha lasciato che scaricassi i bagagli da sola .
per ora condivido l'appartamento con il padrone di casa (un inglese 33enne) e il mio amico italiano.
a brave il mio amico andrà via e subentrerà una francese
la casa è molto bella e il padrone simpatico (credo).
ieri abbiamo fatto una bella chiacchierata... cioè lui parlava a raffica e io a intervalli regolari annuivo e dicevo yes
però quando gli chiedevo di rallentare il ritmo, riuscivamo a capirci
dopo 20 minuti di tv inglese ero esaurita e ho cominciato a sbadigliare..
alla fine ho detto che sarei andata a nanna..
la mattina mi sono svegliata all'alba (più o meno) e c'era taaaanto freddo. ma adesso è uscito un bel sole e si sta bene.
ho fatto un giro per il paesino ed è proprio carino. l'albergo l'ho visto da lontano: sta proprio sul tamigi.
speriamo non siano soliti affogarci i camerieri incapaci.
sono anche andata in banca e la tipa ha cominciato a parlare parlare parlare parlare.
ho capito che qui hanno solo due velocità: velocissimo e ancora più veloce .
ho fissato, per la settimana successiva un appuntamento per aprire il conto, e spero solo quello.. vista la quantità di yes che ho detto non vorrei ritrovarmi con qualche investimento in borsa e un fondo pensionistico per i miei figli.
sono poi andata a ricare il cell:
mentre scendevo le scale di casa ero fiduciosa.. mi ripetevo gira a sinistra poi dritto...
mi chiudo la porta alle spalle e PANICO. mi ero già persa.
senza aver fatto neanche un passo
non c'è un punto di riferimento tutte le case uguali, tutto pulito
vabbè mi incammino verso una direzione a caso e cammino cammino cammino. neanche un negozio
(la mattina in 10 minuti ero arrivata in centro devono averlo spostato)
torno indietro e prendo un'altra strada... cammino cammino cammino... driiiiin.
mi squilla il telefono
camminavo e parlavo: sembrava quasi che sapessi dove andare .
alla fine trovo una specie di edicola e chiedo se lì vendono ricariche.
una signorina gentile mi spiega per filo e per segno come ricaricare poi mi chiede
"where are you from?".
le dico che sono italiana e mi fa "pensavo che gli italiani fossero alti"
ovviamente il solito tassista ha lasciato che scaricassi i bagagli da sola .
per ora condivido l'appartamento con il padrone di casa (un inglese 33enne) e il mio amico italiano.
a brave il mio amico andrà via e subentrerà una francese
la casa è molto bella e il padrone simpatico (credo).
ieri abbiamo fatto una bella chiacchierata... cioè lui parlava a raffica e io a intervalli regolari annuivo e dicevo yes
però quando gli chiedevo di rallentare il ritmo, riuscivamo a capirci
dopo 20 minuti di tv inglese ero esaurita e ho cominciato a sbadigliare..
alla fine ho detto che sarei andata a nanna..
la mattina mi sono svegliata all'alba (più o meno) e c'era taaaanto freddo. ma adesso è uscito un bel sole e si sta bene.
ho fatto un giro per il paesino ed è proprio carino. l'albergo l'ho visto da lontano: sta proprio sul tamigi.
speriamo non siano soliti affogarci i camerieri incapaci.
sono anche andata in banca e la tipa ha cominciato a parlare parlare parlare parlare.
ho capito che qui hanno solo due velocità: velocissimo e ancora più veloce .
ho fissato, per la settimana successiva un appuntamento per aprire il conto, e spero solo quello.. vista la quantità di yes che ho detto non vorrei ritrovarmi con qualche investimento in borsa e un fondo pensionistico per i miei figli.
sono poi andata a ricare il cell:
mentre scendevo le scale di casa ero fiduciosa.. mi ripetevo gira a sinistra poi dritto...
mi chiudo la porta alle spalle e PANICO. mi ero già persa.
senza aver fatto neanche un passo
non c'è un punto di riferimento tutte le case uguali, tutto pulito
vabbè mi incammino verso una direzione a caso e cammino cammino cammino. neanche un negozio
(la mattina in 10 minuti ero arrivata in centro devono averlo spostato)
torno indietro e prendo un'altra strada... cammino cammino cammino... driiiiin.
mi squilla il telefono
camminavo e parlavo: sembrava quasi che sapessi dove andare .
alla fine trovo una specie di edicola e chiedo se lì vendono ricariche.
una signorina gentile mi spiega per filo e per segno come ricaricare poi mi chiede
"where are you from?".
le dico che sono italiana e mi fa "pensavo che gli italiani fossero alti"
giovedì 23 ottobre 2008
moderne contesse
arrivo all'aeroporto e miracolasamente la valigia pesa 20, 400.
al controllo bagaglio a mano c'è una fila apposita per chi va in UK e la gente sembra avere fretta, spintona, supera
mia madre mi dice "vai vai" manco avesse paura che potessi perdere il mio posto
vabbè, passo e mentre recupero il pc una signora mi sorpassa
passiamo e ci mettiamo in fila... pronti per l'imbarco (secondo me)
alla fine siamo stati DUE ORE in fila solamente per poter poi entrare in un'altra sala, dove ci hanno diviso:
prima famiglie con bambini
poi priority
poi gruppo A
infine gruppo B.
inutile dire che io ero nel gruppo B , e pure tra gli ultimi
vabbè, partiamo..voliamo... arriviamo...
comincia la manovra d'atterraggio (pessimo pilota scendevamo a scatti), poi riprendiamo quota
danno un annuncio ma non ci capisco nulla
un tipo mi spiega che l'aereo che è atterrato prima di noi ha bucato una gomma e quindi devono liberare la pista.
siamo stati 20 minuti a volare sopra l'aereoporto.. alla fine avevo la nausea!
atterriamo e per recuperare i bagagli abbiamo camminato 200 km
vado al cambio ma il tipo di prima mi dice "no no cambia fuori che qui ti fregano".
mi fido e lo seguo.
già che ci sono gli chiedo dove potrebbe essere il mio taxi. lui mi dice "fuori. dammi il numero che lo chiamo"
usciamo sotto il diluvio universale... lui chiama il tassista che ovviamente era dentro ad aspettarmi
sto tipo gli chiede "come ti riconosciamo??"
"barba e grandi occhi"
passa un ebreo ortodosso e il tipo gli dice "stai aspettando lei!!"
il signora non mi guarda neanche e se ne va.
io suggerisco che forse non si trtti di un tassista ma di un rabbino
alla fine (ormai sono zuppa) arriva un tipo con un cartello "SIMONA 1367" (non chiedetemi cosa fossero quei numeri).
mi dice di aspettare lì che mi raggiunge con il taxi. dopo 10 minuti torna e non mi aiuta neanche a caricare i bagagli
alla faccia dei gentlemen.
in taxi mi chiede se ho l' "address" io stordita come poche capisco "a dress"
l'ho scambiato per un maniaco.. poveraccio
poi ho provato a fare conversazione o meglio lui faceva domande e io rispondevo in spagnolo
poi dicevo "sorry sorry" e cercavo di parlare inglese.
comunque sono giunta sana e salva nella mia nuova e bella casa.
al controllo bagaglio a mano c'è una fila apposita per chi va in UK e la gente sembra avere fretta, spintona, supera
mia madre mi dice "vai vai" manco avesse paura che potessi perdere il mio posto
vabbè, passo e mentre recupero il pc una signora mi sorpassa
passiamo e ci mettiamo in fila... pronti per l'imbarco (secondo me)
alla fine siamo stati DUE ORE in fila solamente per poter poi entrare in un'altra sala, dove ci hanno diviso:
prima famiglie con bambini
poi priority
poi gruppo A
infine gruppo B.
inutile dire che io ero nel gruppo B , e pure tra gli ultimi
vabbè, partiamo..voliamo... arriviamo...
comincia la manovra d'atterraggio (pessimo pilota scendevamo a scatti), poi riprendiamo quota
danno un annuncio ma non ci capisco nulla
un tipo mi spiega che l'aereo che è atterrato prima di noi ha bucato una gomma e quindi devono liberare la pista.
siamo stati 20 minuti a volare sopra l'aereoporto.. alla fine avevo la nausea!
atterriamo e per recuperare i bagagli abbiamo camminato 200 km
vado al cambio ma il tipo di prima mi dice "no no cambia fuori che qui ti fregano".
mi fido e lo seguo.
già che ci sono gli chiedo dove potrebbe essere il mio taxi. lui mi dice "fuori. dammi il numero che lo chiamo"
usciamo sotto il diluvio universale... lui chiama il tassista che ovviamente era dentro ad aspettarmi
sto tipo gli chiede "come ti riconosciamo??"
"barba e grandi occhi"
passa un ebreo ortodosso e il tipo gli dice "stai aspettando lei!!"
il signora non mi guarda neanche e se ne va.
io suggerisco che forse non si trtti di un tassista ma di un rabbino
alla fine (ormai sono zuppa) arriva un tipo con un cartello "SIMONA 1367" (non chiedetemi cosa fossero quei numeri).
mi dice di aspettare lì che mi raggiunge con il taxi. dopo 10 minuti torna e non mi aiuta neanche a caricare i bagagli
alla faccia dei gentlemen.
in taxi mi chiede se ho l' "address" io stordita come poche capisco "a dress"
l'ho scambiato per un maniaco.. poveraccio
poi ho provato a fare conversazione o meglio lui faceva domande e io rispondevo in spagnolo
poi dicevo "sorry sorry" e cercavo di parlare inglese.
comunque sono giunta sana e salva nella mia nuova e bella casa.
mercoledì 22 ottobre 2008
LE PRESE IN GIRO DELLA VITA
presa in giro numero 1:
la sardegna è notoriamente una terra di siccità e in perenne crisi idrica.
domani parto
oggi si è allagato l'aeroporto.
MA MI STANNO PRENDENDO IN GIIIIROOOOOOOOOOOO???
silvana smettila di fare la danza della pioggia!
mi è arrivata una lettere dell'uni di pisa, dedicata ai "migliori studenti" che sono invitati ad una cerimonia per la consegna del diploma....
tra le varie cose c'è anche scritto che mi augurano una "soddisfacente carriera professionale nel mondo del lavoro"
oltre al danno la beffa.
MA VAFFAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
STO ANDANDO A FAR LA CAMERIERA!!
però avrò la cravatta.
la sardegna è notoriamente una terra di siccità e in perenne crisi idrica.
domani parto
oggi si è allagato l'aeroporto.
MA MI STANNO PRENDENDO IN GIIIIROOOOOOOOOOOO???
silvana smettila di fare la danza della pioggia!
mi è arrivata una lettere dell'uni di pisa, dedicata ai "migliori studenti" che sono invitati ad una cerimonia per la consegna del diploma....
tra le varie cose c'è anche scritto che mi augurano una "soddisfacente carriera professionale nel mondo del lavoro"
oltre al danno la beffa.
MA VAFFAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
STO ANDANDO A FAR LA CAMERIERA!!
però avrò la cravatta.
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